Romagna: tesori nascosti e luoghi dell'anima

La nostra terra è ricca di sorprese, contiene luoghi che il nostro amato Tonino Guerra definisce “luoghi dell’anima”. Qui si sente la voce dell’acqua che rimanda allo scenario marino, ma soprattutto a quello dei fiumi che la attraversano. Il paesaggio raccoglie trattorie, botteghe antiche, artigiani, panorami che regalano un’identità ben precisa, quella dei romagnoli.

Questi luoghi hanno ognuno la loro specificità e bellezza. Appartengono al territorio unico che li ospita, inseguono i sogni e le fantasie di chi ci abita, di chi li vive, ma soprattutto di chi li visita. Questo è il nostro intento: “Quando scoprirai i tesori di questa Terra, ne rimarrai incantato. Contemplerai il paesaggio dal mare alle valli fino alla cima delle sue colline. E non sentirai mai nostalgia di casa, perché sarai accolto e abbracciato da quell’ospitalità che ci rappresenta, in Italia e nel mondo”.

Oltre ai parchi e ai boschi, la Romagna è ricca di piante da frutto e orti. E qui la nostra mente vola a ricordare i nostri nonni, che al mattino presto raccoglievano le erbette in posti che solo loro conoscevano e che hanno sempre gelosamente custodito, per poi alla sera cucinarle e metterle nella “piada” per creare sua maestà il “Cassone”.

Quei piatti sapevano di buono: i brodi caldi della domenica dove galleggiavano i passatelli gustosi e i quadrettini tagliati tutti uguali… Quel rumore ce lo ricordiamo ancora. Le nonne stavano in piedi con il coltello tra le dita: una mano ferma sulla sfoglia ripiegata, l’altra che tagliava con una precisione e una forza che solo le loro braccia riuscivano a imprimere. Braccia da “Azdore”, figure leggendarie del nostro territorio, regine del focolare e della cucina.

E poi c’erano le signore tagliatelle da attorcigliare alla forchetta e i signori tagliolini in brodo da girare come un nido sui grandi cucchiai. Se si imparava in fretta il modo in cui mangiarli, finivano prima e ci veniva servito un secondo piatto!

Luoghi dell'anima

A chi fa turismo in questa Terra, Tonino Guerra ha scritto e dedicato questa poesia, il cui titolo è il nome di un insetto che illumina la notte, appare e scompare come la felicità di un attimo e che non si può dimenticare: “Le lucciole”.

A maggio le lucciole

sono piccole stelle

che cadono

negli occhi.

Per Tonino Guerra “Le lucciole” sono quelle idee e quegli oggetti che fanno godere gli occhi e che rendono i “luoghi dell’anima” meravigliosamente unici. Da guardare e non solo da vedere. Fontane zampillanti, mosaici sfumati di mille colori, tendaggi sorridenti, fiori sbocciati e a volte timidi al centro di un tavolo, bottiglie dipinte, vetri trasparenti ma colorati, vasi macchiati di tinte arcobaleno, tovaglie accoglienti, arazzi che danno il benvenuto, stampe che decorano, quadri luminosi. Ecco, ognuno degli oggetti citati è presente in molti dei luoghi, borghi e città d’arte della Romagna.

Perché la bellezza di cui parla Tonino Guerra non è scomparsa, è viva e presente negli occhi di chi visita la nostra terra.

"Il viaggio porta con sè il ritorno alla lentezza e la bellezza della scoperta.
Perché la scoperta sia un viaggio anche dentro di noi"

itineraris_tour alternativi_romagna

È questo ITineraris, la guida del lento viaggiare. Ed è questa la sua filosofia tradotta in immagine: l’incipit di una storia e l’inizio di un viaggio che segna la via. Un percorso che come freccia protende all’infinito. Un itinerario che dal centro si srotola e forma una chiocciola a ricordare la bellezza del cammino, ma anche Slow food dove il cibo è “paesaggio, storia e tradizione”.

L’itinerario ripercorre anche l’idea di gioco e labirinto, una mappa alla scoperta della Romagna più autentica, una meta adatta ad adulti e bambini. Ma anche un pertugio su uno scorcio, una finestra sul paesaggio, una lente che mostra, racconta e attrae. L’occhio viaggia fino al cuore di una Terra autentica per scoprire i tesori nascosti di Romagna: luoghi da conoscere, emozioni da provare, esperienze da vivere.