San Martino: la "Fira di bècch"
San Martino
Foto ITineraris

L’Arco Ganganelli rappresenta la porta della città di Santarcangelo per chi arriva da Rimini, è stato iniziato in onore di Papa Clemente XVI nel 1769 e terminato nel 1777, tre anni dopo la morte del pontefice. Oltre a essere conosciuto per questa onorificenza, è chiamato anche “l’Arco dei Becchi”, perché la tradizione vuole che, tra le sue due colonne imponenti, durante la settimana di San Martino vengano appese delle grandi corna. Se, passando sotto l’arco, le corna oscillano, significa che il malcapitato (o malcapitata) è “becco”, ossia cornuto. L’origine di questa usanza sembra derivi da diverse teorie: una di queste sostiene che mentre i mariti si assentavano per qualche giorno da casa per vendere il proprio bestiame in occasione di fiere organizzate in paese, le mogli rimanevano sole e i tradimenti erano all’ordine del giorno. Una seconda ipotesi risale, invece, al Capodanno celtico che terminava proprio l’11 novembre, di conseguenza in questi giorni si festeggiava così tanto che capitavano spesso dei… tradimenti. I mariti erano presi di mira e scattava una caccia durante la quale le vittime venivano chiamati i “cervi”. Altra curiosità è che il numero del giorno di questa ricorrenza è l’11 che a molti ricorda la forma delle corna. Anche se il patrono di Santarcangelo è San Michele, al quale viene comunque dedicata una Fiera a fine settembre, San Martino è un Santo altrettanto amato e festeggiato dai cittadini santarcangiolesi e in molte parti d’Italia e del mondo… sarà perché vale il detto “tutto il mondo è paese”?

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